Diane Arbus, le foto denuncia dei ‘female impersonators’ [Foto]

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Diane Arbus: 
“Quelli che nascono mostri sono l’aristocrazia del mondo dell’emarginazione… Quasi tutti attraversano la vita temendo le esperienze traumatiche. I mostri sono nati insieme al loro trauma. Hanno superato il loro esame nella vita, sono degli aristocratici. Io mi adatto alle cose malmesse. Non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io”

 La celebre ‘fotografa dei freaks’, resa nota dalle sue immagini di crudo e romantico realismo che hanno ispirato persino il divino Stanley Kubrik in “Shining”, Nasce a New York il 14 marzo del 1923. Il suo lavoro elaboratosi tra il 1945 e il 1959 ci racconta un’America diversa da quella che siamo soliti immaginare, è l’America che rimane nei margini bui della società, composta di nani o giganti circensi, nudisti orgogliosi o travestiti appariscenti. Tuttavia vogliamo sfatare un luogo comune e dichiarare che è fuorviante descrivere l’opera della Arbus come la rappresentazione di un’umanità deviante, mostruosa e grottesca. Di fatti, Diane è riuscita a determinare un momento di profondo cambiamento tanto nei codici linguistici della fotografia, quanto nella percezione comune della realtà.

Lei riusciva a immergere i suoi ‘soggetti’ in un contesto di quotidianità quasi ordinaria esaltandone le qualità espressive e valorizzandone i ruoli all’interno di una società, all’epoca retriva e conservatrice.

Uno dei suoi mondi preferiti era proprio quello dei travestiti, anzi dei ‘female impersonators’, spesso ritratti nel loro ambiente naturale, ossia il camerino, sorridenti o concentrati nell’intento di perfezionare il trucco, senza alcun intento morboso o voyeuristico.

- Maddalena Rossi -

Di seguito una breve ma intensa FotoGallery rappresentativa dell’artista

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