Freud, Edipo, Elettra e LGBT

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Sigmund Freud

Sigmund Freud

Si dice Freud e si pensa immediatamente all’interpretazione dei sogni quindi alla psicoanalisi (una delle principali sezioni della psicologia – è la teoria dell’inconscio su cui si fondano la disciplina psicodinamica e una relativa prassi psicoterapeutica), il tutto governato dalla matrice onnipresente del sesso e della sessualità legata ai cardini di partenza per eccellenza: il complesso di Edipo e il meno conosciuto mito di Elettra.
In sostanza il complesso di Edipo analizza il comportamento sviluppato del bimbo nei confronti dei genitori nel periodo compreso tra i 3 e i 5 anni d’età (quando hanno luogo le prime pulsioni), in tal senso abbiamo due versioni, quella positiva ovvero l’infante che esterna un forte amore/possesso (qui il via alle interpretazioni più o meno incestuose) per il genitore di sesso opposto arrivando di conseguenza all’ostilità verso quello del suo stesso sesso; quella negativa invece cita il caso inverso, l’attrazione per il genitore dello stesso sesso e ostilità per quello di sesso opposto (e anche qui via libera alla miriade di attribuzioni di influenza omosessuale).
In ogni caso Freud si rifà al mito greco di Edipo che uccise il padre Laio e sposò sua madre Giocasta, il giovane però era ignaro delle proprie origini.
Invece quello di Elettra, forse leggermente più semplice e risolvibile rispetto a di quello di Edipo, è stato introdotto da C.G. Jung (allievo prediletto di Freud) con l’intento di spiegare la versione femminile di Edipo ma sembra che lo stesso Maestro rifiuterà tale ipotesi.

L’avrete capito, tutto riconduceva al sesso, quindi dato che il bimbo era morbosamente legato al genitore, di conseguenza anche l’omosessualità poteva derivare dal rapporto con esso? Cosa asseriva specificatamente in merito all’omosessualità Mr. Sigmund?
Vi rispondiamo citandovi una lettera (1935) di risposta dello psicoanalista austriaco ad una madre che gli chiese aiuto per il figlio Gay:

“Cara signora,
deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L’omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c’è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c’erano grandi uomini. (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc).
È una grande ingiustizia perseguitare l’omosessualità come un crimine – e anche una crudeltà. Se non mi credete, leggete i libri di Havelock Ellis. Mi chiede se posso aiutarla, intendendo dire, suppongo, se posso sopprimere l’omosessualità e fare in modo che al suo posto subentri l’eterosessualità. La risposta è, in linea generale, che non posso promettere che questo accada.-2
In un certo numero di casi riusciamo a sviluppare i semi degradati delle tendenze eterosessuali, che sono presenti in ogni omosessuale, ma nella maggior parte dei casi non è più possibile. Dipende dal tipo e dall’età dell’individuo. Il risultato del trattamento non può essere previsto. Quello che l’analisi può fare per suo figlio è un’altra cosa. Se lui è infelice, nevrotico, lacerato da conflitti, inibito nella sua vita sociale, l’analisi può portargli armonia, pace della mente, piena efficienza, sia che rimanga un omosessuale, sia che diventi eterosessuale. Se si decide, può fare l’analisi con me – non mi aspetto che lo farete – lui deve venire a Vienna. Non ho alcuna intenzione di spostarmi da qui. Tuttavia, non trascurate di darmi una risposta (…) - La lettera è attualmente esposta a Londra nell’ambito della Wellcome Collection (Fonte: Huffington Post).

E se non vi basta, per ora, vi lasciamo con un’altra traccia di Sigmund Freud sull’omosessualità, nell’opera Tre saggi sulla teoria della sessualità scrive: “si riscontra in individui che non mostrano altre gravi deviazioni dalla normalità… la cui efficienza non è compromessa e che si distinguono proprio per uno sviluppo intellettivo e una cultura eticamente elevati.”

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