GayWedding’s History – 3/10

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Dal preromano all’antica Roma giungiamo oggi al Medioevo per continuare il nostro viaggio attraverso la storia del GayWedding.

Sergio e Bacco

Sergio e Bacco

Nel Medioevo le unioni matrimoniali erano per la maggior parte dei casi finalizzate all’alleanza tra le famiglie. Dunque tale rituale ricordava la creazione di un legame molto simile a quello della fratellanza.

Lo studioso Boswell ha analizzato tale contesto per poi giungere ad un dipinto bizantino del VII secolo ove Sergio e Bacco (secondo B.) sono l’esempio di unione omosessuale riconosciuta nel Primo Cristianesimo e udite udite, sembra che la cosa non destasse alcun fastidio.
In ogni caso tale teoria sarà appoggiata solo da B.

In ogni caso l’omosessualità spacca il Medioevo in due periodi legati alla società e legislazione civile, Chiesa cattolica ed diritto canonico.
Si passerà dunque dall’ intolleranza verso l’omosessualità affrontata allo stesso livello dei peccati come l’adulterio (Alto Medioevo) sino ad arrivare alle persecuzioni e conseguenti pene capitali del Basso Medioevo.
Ma entriamo nel dettaglio…

Siamo poco dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente e nascono le prime società legislative comunali e canoniche che non sembrano preoccuparsi granché dell’omosessualità.
In Oriente la situazione cambia drasticamente: l’Impero bizantino è quello che mantiene ancora in piedi quello romano, il problema però è che qui viene applicato il codice teodosiano che punisce gli omosessuali (passivi ed effemminati) con la pena di morte. Successivamente tale codice subirà le riforme di Giustiniano (533 d.C.)  che esigerà il rogo anche gli attivi e paragonerà ogni tipologia di atto omosessuale all’adulterio.
E’ l’Alto Medioevo e in Europa Occidentale la legislazione civile contro gli omosessuali non esiste, per lo meno fino a Carlo Magno (Imperatore del Sacro Romano Impero – 800 d.C.), che tramite un editto esorterà tutte le autorità ecclesiastiche ad arginare tale condizione sociale con ogni mezzo indispensabile.
La pena non era prevista perciò la manovra era volta solo contrastare l’alto tasso di atti omosessuali, presenti in massa tra l’altro proprio all’interno dell’ambiente monastico.
Fino al XIII secolo la situazione resterà invariata, fermi restando i principali documenti ufficiali del diritto canonico e della Chiesa cattolica: Concilio di Elvira (305-306 d.C.) e di Ancira che trattavano l’argomento in maniera velata.

Taddeo di Bartolo a san Gimignano (1396) - Un dannato con cappellino con su scritto "sotomitto"

Taddeo di Bartolo a san Gimignano (1396) – Un dannato con cappellino con su scritto “sotomitto”

Giungiamo al corso del XIII secolo (Basso Medioevo) e sentiamo odore di feroce intolleranza verso l’omosessualità che si tradurrà ben presto in persecuzione (al pari di eretici, streghe e infedeli) e verrà paragonata alla sodomia e allo stupro (Tommaso d’Aquino).
Inevitabile a questo punto la modifica delle leggi civili che porteranno alle pene del rogo, l’Italia si unirà al coro qualche anno dopo con il rogo di Adenolfo d’Aquino conte di acerra.
Nel XIV secolo la pena al rogo sarà confermata in tutta Italia fino al XV secolo ed era prevista addirittura una ricompensa in denaro a chi denunciava gli omosessuali. Altre tipologie di pene (taglio degli arti e castrazione) cambiavano di città in città.

Vi salutiamo con un estratto che ci racconta il primo processo italiano per sodomia/omosessualità a Adenolfo d’Aquino – 1293:
“In questo anno, essendo insieme il re Carlo e lo re d’Ungaria, e andavano a corte a Roma, quando fuoro a Perugia, die xiij di lulglo, il re Carlo fece pilglare il conte dell’Acerra, per certa malivolglenza che lli portava sacretamente, ed apuoseli ch’elli era soddomito, ed uno palo li fece ficcare per la natura disotto, ed ispicciolli per la bocca, e come un pollo il fece arostire.”

 

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