Lot in Sodom – 1933 al Cinema

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Scena tratta dal mediometraggio "Lot in Sodom" - 1933

Scena tratta dal mediometraggio “Lot in Sodom” – 1933

Proviamo a capire come nasce il tema omosessualità nel Cinema rispetto al modus operandi degli ultimi anni (per approfondire dai un’occhiata alla nostra Sezione Cinema Lgbt).
Procediamo dunque in questo breve percorso a ritroso fino a giungere alla Holliwood degli anni 30.
Siamo nel 1933 e sul grande schermo approda Lot in Sodom, si tratta di un mediometraggio muto sperimentale che addita gli omosessuali come soggetti depravati, ossessionati dal sesso, pericolosi e quindi da evitare categoricamente. Basato sul racconto biblico delle città di Sodoma e Gomorra (per approfondire leggi l’articolo su Sodoma e Gomorra) è stato diretto da James Sibley Watson e Melville Webber e accompagnato dalle musiche di Louis Siegel.

Lot in Sodoma fonde la denigrante moralità dei personaggi (dettata esclusivamente dal loro orientamento sessuale) alla storia biblica del Vecchio Testamento dunque, attraverso continue dissolvenze, trucco e abbigliamento minimalista androgino e accento esageratamente drammatico delle espressioni. Dominano i sodomiti che rappresentano gli omosessuali, riconoscibili dunque nei continui frame di corpi nudi o direttamente di zone genitali scoperte. E’ una frenesia della sessualità enfatizzata nei continui e violenti cambi di scena. La prospettiva è sempre la stessa: visuale degenerante dell’omosessuale e della sua fisicità (non mancano scene di teste senza corpo). L’immagine di Lot si esprime in movimenti lenti ed eleganti, invece l’Angelo è raffigurato come un fascinoso demone e non come salvatore, infatti non è chiaro se appoggi o meno le gesta immorali dei protagonisti.

fotogallery50GUARDA LA FOTOGALLERY DI “LOT IN SODOM”

Con video integrale di Lot in Sodom lasciamo il resto a voi e alle vostre impressioni personali.

 

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