Morire – questo a un gatto non si fa

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17 febbraio – Europa – Giornata mondiale del gatto.
gatto2In Italia la si celebra da 25 anni a questa parte grazie alla giornalista Claudia Angeletti, curatrice della rivista “Tuttogatto”. La motivazione di tale data è legata al segno dell’Acquario, rappresentativo degli spiriti liberi ed indipendenti; a questo punto non è difficile capire perché tale ricorrenza cada in questo mese.
Il gatto, animale indipendente per eccellenza, esteta nell’anima e capace di amare senza riserve solo ed esclusivamente chi è in grado di comprendere la sua indole fino in fondo e soprattutto chi sappia rispettare i suoi tempi, spazi e bisogni. Si sa, nella coppia umano – gatto, il padrone è il secondo.
La concezione domestica di questo splendido animale risale a circa 5 mila anni fa in Cina (buffo) e l’aurea di armonia che lo accompagna per tutto il corso della vita (la loro e la nostra) ha ammaliato intere culture a partire dall’antico Egitto ove era considerato (giustamente) una vera e propria divinità: la dea Bastet, figlia del dio del sole Ra, aveva le sembianze di un gatto, dunque chi osava fare del male ai suoi simili poteva incorrere nella pena di morte.
Predatore a tempo pieno, dispettoso, affettuoso, presuntuoso e ruffiano senza mai risultare antipatico, parlante, pasticcione per scelta, sognatore, rubacuori, intelligente, ozioso, permaloso al limite della tenerezza, geloso e austero,tutti aggettivi riconducibili ad una sola parola: felino.

Molti gli scrittori che hanno dedicato versi, racconti, romanzi, aforismi e liriche a questo magnifico animale, giusto per citarne qualcuno: Edgar Allan Poe, Gianni Rodari, Gautier, Keller, Stoker, Nesbit, Cechov, Kipling, Saki, Wallace, Hemingway, Kerouac, Neil Gaiman, Ray Bradbury, Mark Twain,  ma la composizione che abbiamo scelto per voi è una splendida e commovente composizione firmata dalla più importante poetessa polacca Wislawa Szymborska

Morire – questo a un gatto non si fa.

Wislawa Szymborska_ 2 luglio1923 (Kórnik)  – 1 febbraio 2012 (Cracovia)

Wislawa Szymborska_ 2 luglio1923 (Kórnik) – 1 febbraio 2012 (Cracovia)

Perché cosa può fare un gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c’era qualcuno, c’era
poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Che altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che lui provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all’inizio niente salti né squittii.

- Wislawa Szymborska -
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