Oscar Wilde – La ballata del riscatto 3/6

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Il carcere di Reading

Il carcere di Reading

Proseguiamo la lettura de “La ballata del carcere di Reading“. Il lamento poetico in prosa composto durante la detenzione in carcere per la condanna del reato di omosessualità/sodomia resta una delle migliori opere del drammaturgo, il testo integrale è strutturato in due parti: la descrizione della convivenza con un condannato a morte e la meditazione sui mali del mondo e sulla redenzione.

(…) Né è costretto a gettare un estremo sguardo al cielo attraverso un piccolo pertugio di vetro; e non prega con delle labbra argillose che la sua agonia termini presto; e non sente sulla sua guancia che rabbrividisce il bacio di Caifa.
Durante sei settimane il condannato a morte fece la sua passeggiata nel cortile, vestito del suo abito grigio logoro; e in capo aveva il berretto da sport e il suo passo pareva gaio e leggero, ma io non vidi mai un uomo fissare così intensamente la luce.
Mai vidi un uomo guardare con un occhio così intenso quell’esigua striscia d’azzurro che i prigionieri chiamano il cielo e ciascuna delle nuvole vagabonde che trascinava nell’aria la sua capigliatura scarmigliata.
Egli non torceva le sue mani, come fanno quegli insensati che osano tentare di far vivere la Speranza, questo figlio maledetto, nella tomba della cupa Disperazione: non guardava che il sole e respirava l’aria del mattino.
Non si torceva le mani e non piangeva e non si tormentava, ma respirava a grandi sorsi l’aria, come se avesse contenuto qualche ignota virtù; con tutta la bocca aperta egli beveva il sole come se fosse stato del vino!
E le altre anime in pena ed io, che passeggiavamo nell’altro cortile, dimenticammo ad un tratto che noi stessi avevamo commesso un piccolo o un grande delitto e osservavamo con uno sguardo di freddo stupore l’uomo che doveva essere impiccato.
Ed era strano il vederlo passare con un’andatura così leggera e disinvolta – ed era strano il vederlo fissare così intensamente la luce – ed era strano il pensare ch’egli aveva un così gran debito da assolvere.
Perché l’olmo e la quercia hanno delle gaie fronde che erompono in primavera; ma orrendo a vedersi è l’albero della forca con le sue radici morse dalle vipere e, sia pur verde o secco, un uomo deve morire prima ch’esso rechi il suo frutto!
La più alta vetta è quel trono di grazia verso il quale tendono tutti gli sforzi degli uomini ; ma chi vorrebbe trovarsi con una corda di canapa al collo, alto sul patibolo, e attraverso il collare dell’assassino, gettare l’ultimo sguardo al cielo?
Dolce è danzare al suono dei violini quando l’Amore e la Vita sono propizi: delicato e rarissimo è il danzare al suono dei flauti e dei liuti; ma non è troppo dolce danzare per aria con agile piede.

Oscar Wilde in carcere

Oscar Wilde in carcere

Così, con curiosi occhi e con paurose ipotesi, noi l’osservavamo di giorno in giorno e ci domandavamo se ognuno di noi non sarebbe finito nella stessa maniera – perché nessuno può dire in quale rovente inferno la sua animasi si può perdere.
Infine – l’uomo morto non passeggiò più con gl’imputati e seppi ch’egli si teneva in piedi nell’orribile e nera tana in cui compaiono gli accusati e che mai più in questo mondo soave del Signore io avrei veduto la stia faccia.
Come due bastimenti in pericolo che passano nella tempesta, noi ci siamo incontrati in cammino; ma non abbiamo fatto nessun segnale, non abbiamo detto la più piccola parola; non avevamo nulla da dirci; perché non ci siamo incontrati nella notte santa, ma nel giorno di vergogna.
Il muro di una prigione ci rinserrava entrambi; due diseredati eravamo: il mondo ci aveva rigettato dal suo cuore e Dio dalle sue cure: e l’insidia di ferro che attende il peccato ci aveva colti nella sua trappola.
Nella Corte degl’Indebitati ruvido è il lastrico e alte le mura fuligginose, ed era là ch’egli prendeva l’aria sotto il plumbeo cielo e da ogni lato un Guardiano gli camminava accanto per timore che l’uomo morisse (…)
Resta collegato, la prossima settimana il seguito della Ballata…

articoli_50LEGGI LA PARTE 1/6 DE “LA BALLATA DEL CARCERE DI READING”

articoli_50LEGGI LA PARTE 2/6 DE “LA BALLATA DEL CARCERE DI READING”

articoli_50LEGGI LA PARTE 4/6 DE “LA BALLATA DEL CARCERE DI READING”

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