Un posto al sole GayFriendly – “Ci mancava un personaggio ricchione”

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Un posto al sole, la prima e più longeva soap opera interamente prodotta in Italia (Napoli) da Rai Fiction, FremantleMedia Italia e Centro di produzione Rai di Napoli, parte con la sua prima puntata su Rai3 il 21 ottobre 1996 e appena 3 giorni fa ha raggiunto l’importante numero di 4205 puntate.

Il bacio di Sandro e Claudio

Il bacio di Sandro e Claudio

Vi starete chiedendo perché ve la proponiamo… beh ma è semplice, la soap negli ultimi giorni è piombata nel vortice della bufera: Sandro (Alessio Chiodini), il figlio dell’immancabile cattivo della situazione Roberto Ferri (Riccardo Polizzy Carbonelli), ha dubbi sulla propria sessualità e ad oggi (venerdì 13 marzo) sta ancora provando ad uscire con Rossella - Giorgia Gianetiempo (figlia di Silvia, la proprietaria di caffè Vulcano e del giornalista socialmente impegnato contro la malavita Michele - Alberto Rossi), ma il bacio con Claudio (Gabriele Anagni), giovane incontrato nella scuola di teatro (ancora di salvezza dello sfortunatissimo Sandro), lo apre a sensazioni profonde mai provate per la ragazza.
Ed è subito polemica:
L’Italia non è pronta
Non ho niente contro i gay, ma Sandro ne ha già passate troppe

In sostanza quel bacio ripreso (forse) volutamente da lontano in previsione delle polemiche, non è consono per la fascia oraria inquadrata tra le 20:30 e le 21:00. Probabilmente è meglio cambiare canale su altri programmi con fondoschiena all’aria, gossip inutili e incitazioni all’idiozia.

Marina e Aurora

Marina e Aurora

Ma Un posto al sole non è nuova nei tentativi di sensibilizzazione targati Lgbt, infatti nel corso degli anni abbiamo visto Marina Giordano (Nina Soldano) più volte impegnata in baci saffici, l’ultimo è con Aurora, madre di Ilaria, una ragazza conosciuta nell’ospedale giudiziario dove era reclusa per il tentato omicidio di Greta, la donna con cui Roberto l’aveva tradita. L’insicurezza incessabile di Marina porterà alla chiusura del rapporto.
Poi abbiamo Luciano, il padre biologico di Rossella, dichiaratamente omosessuale e ancora nel 2005 Armando (Giuseppe Zeno), il pugile perdutamente innamorato di Franco, il paladino dei deboli della soap, che mette ripetutamente a repentaglio i rapporti con la propria famiglia e la propria vita pur di portare a termine il compimento della giustizia. Armando, rifiutato da Franco lascerà Napoli (ma guarda un po’) per tornare dai genitori e dichiarare la propria omosessualità.

Edoardo Sylos Labini - Luciano di Un posto al sole

Edoardo Sylos Labini – Luciano di Un posto al sole

Facciamo un salto nel 1998 e ritroviamo Francesca e AmbraFrancesca, Lesbica dichiarata è una collega di Michele e dopo il flirt con Claudia si innamorerà di Ambra, le due desiderose di avere un figlio chiederanno a Michele di aiutarle. Superate le prime incertezze il giornalista accetterà, ma gelosie varie porteranno all’abbandono del progetto e alla partenza delle due per Amsterdam (ovviamente). Francesca tornerà nel 2003, per indagare, su Roberto Ferri solo che la donna, indovinate un po’, verrà assassinata prima della pubblicazione del reportage, Ambra devastata dalla morte della compagna non resisterà al dolore e farà un biglietto di sola andata per Amsterdam.
Nel 2001 invece abbiamo Sonia Campo che sarà protagonista di un fugace bacio saffico, ma la donna dimenticherà tutto nell’arco della pubblicità e si innamorerà di Luca, il medico del palazzo con cui partirà per l’Africa (addirittura).

Sarà pure un format leggero quello di Un posto al sole, sarà pure prevedibile, sarà che pur perdendo 5 puntate, il subentro alla 6° sarà tutt’altro che traumatico in quanto non ci sarà bisogno di riassunti vari ed eventuali degli episodi precedenti per riprendere il filo, sarà pure che qualcuno degli attori lascia un po’ a desiderare nell’interpretazione, ma bisogna ammettere che siamo in presenza di contenuti e sceneggiature volte al sociale, alla sensibilizzazione di argomenti davvero importanti (vedi distruzione di Città della Scienza a Napoli, vedi malavita, vedi violenza sulle donne, vedi droga e così via).
E ogniqualvolta gli autori provano a spingersi nel mondo Lgbt, l’opinione pubblica li costringe ad un freno, ad un cambio di programma tradotto o con l’allontanamento dei soggetti contaminanti o con la rendenzione senza troppi giri di parole dei contaminati del momento, eppure Un posto al sole non demorde, continua e ci prova ancora una volta.
Ecco dunque la formula vincente, semplicità intrecciata a quel mix tra fantascienza mista alla realtà quotidiana che resiste egregiamente da quasi 20 anni.

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